rassegna stampa: "Crolla la produzione, a rischio terreni abbandonati"



Vi giriamo un comunicato della senatrice De Petris (Verdi).
a cura di Altragricoltura Nord est
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Secondo i dati ufficiali diffusi da ISMEA, nel 2005 crolla in Italia la
produzione di grano duro. Su questo tema vi inviamo oggi un comunicato
stampa diffuso dalla senatrice Loredana De Petris.
COMUNICATO  STAMPA
GRANO: De Petris (Verdi)"Crolla la produzione, a rischio terreni
 abbandonati"
        11/07/05 - "In un solo anno il nostro Paese ha perso un terzo della
produzione di grano duro, oltre 500.000 ettari di colture e quasi due
milioni di tonnellate in meno, terreni che ora rischiano l'abbandono e il
degrado, incrementando il pericolo di incendi in piena stagione estiva. E'
il frutto della scelta avventata del Governo per il disaccoppiamento totale
degli aiuti comunitari, in assenza di efficaci incentivi per il mantenimento
della produzione nelle zone svantaggiate e per favorire accordi di filiera."
        Loredana De Petris, senatrice dei Verdi e capogruppo in Commissione
Agricoltura, commenta con preoccupazione i dati ufficiali diffusi dall'ISMEA
sul raccolto di grando duro nella campagna 2005.
        "Nelle regioni centrali e meridionali - prosegue la senatrice -
siamo di fronte a crolli di produzione irrecuperabili, con conseguenze
dirette su filiere di grande valore per l'agroalimentare del nostro Paese,
quali quelle della pasta e del pane. Quindi più importazione di materia
prima dall'estero, ma anche conseguenze ambientali preoccupanti nelle zone
marginali dove l'attività agricola estensiva E' l'unico presidio del
territorio".
        "L'Italia E' l'unico Paese europeo produttore di grano duro -
conclude De Petris - ad aver attuato il disaccoppiamento totale, mentre i
nostri concorrenti comunitari hanno prudentemente scelto opzioni ben
diverse. Al Ministro Alemanno diciamo che non si può, a chiacchiere,
esaltare il ruolo delle produzioni alimentari italiane nel mondo senza
difendere concretamente quelle produzioni agricole da cui hanno origine.
Occorre ora decidere un diverso impiego dei fondi che la riforma della
politica agricola comunitaria destina alla qualità, a vantaggio dell'
agricoltura nelle zone a rischio di abbandono e degli accordi di filiera".
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N.B. se volete essere cancellati da questa lista scrivete a
altragricoltura at italytrading.com




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