rassegna stampa: Api: il prezioso insetto fugge dalla cam "pagna, popola le spiagge italiane e trova casa in citt" à.



a cura di AltrAgricoltura Nord Est
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tratto da "Green Planet" - 28/08/2008

Api: il prezioso insetto fugge dalla campagna, popola le spiagge italiane e
trova casa in città.

Il problema api, secondo la Cia, si fa sempre più complesso e preoccupante:
pochissima impollinazione nei campi e poco miele. Gli insetti impazziscono e
muoiono in cerca di aria pulita.
Durante l'estate le api hanno frequentato assiduamente le spiagge e le
città, fuggendo dal loro habitat naturale:la campagna. Questo comporta un
danno pesantissimo per la produzione di miele e soprattutto per il processo
di impollinazione, fondamentale per rendere più produttiva l'agricoltura. Lo
sostiene la Cia-Confederazione italiana agricoltori che ha effettuato un
monitoraggio sul territorio per verificare lo stato del settore apistico
nazionale, che sta vivendo una crisi importante. Tra mutamenti
climatici -spiega la Cia- onde radio, magnetiche o chissà per quale altro
motivo, si sta assistendo comunque ad un vero dramma apicolo. Ne risente
ovviamente la produzione di miele che è la peggiore degli ultimi 20 anni
(con un taglio alla produzione di circa il 40 per cento) e ne risente
l'agricoltura nel suo complesso. Le api -ricorda la Cia- contribuiscono per
oltre l'80 per cento all'impollinazione delle coltivazioni. Quindi, anche se
difficilmente quantificabile in un dato preciso, il danno per la mancata
impollinazione nei campi, e quindi per la mancata produzione, si può stimare
in almeno 2 miliardi di euro. L'impatto per il settore, che conta più di 70
mila apicoltori, oltre un milione e 100 mila alveari, una produzione di
miele che supera le 119 mila tonnellate l'anno, per un valore monetario di
27 milioni euro, è devastante, e continue sono le richieste d'intervento per
trovare soluzioni adeguate al problema. Bisogna -afferma la Cia-
urgentemente scoprire le vere cause del fenomeno e trovare i rimedi, per una
situazione non più sottovalutabile, con un impatto nefasto per l'ecosistema
e per la tutela della biodiversità. Nei mesi di giugno, luglio e agosto, sui
litorali marini della penisola e in particolare nel versante ionico della
Calabria, si è assistito ad una vero assalto ai bagnanti da parte delle api
, nelle campagne dell'entroterra, invece, pochi anzi pochissimi insetti tra
le piante. Altro fenomeno -segnala la Cia- è la massiccia presenza in città.
Spuntano favi ovunque: sotto i cornicioni dei palazzi e nei condotti
dell'aria condizionata. Ovviamente anche queste api sono destinate a perire
oltre ad essere un vero pericolo per l'incolumità delle persone. I
favi -conclude la Cia- anche se esteticamente apprezzabili dovranno
necessariamente essere rimossi.
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