L'Ansa: "NUCLEARE: PEACELINK A PREFETTO TARANTO, PIANO EMERGENZA"



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NUCLEARE: PEACELINK A PREFETTO TARANTO, PIANO EMERGENZA NAVI
'PER IL TRANSITO E LA SOSTA DI NAVI A PROPULSIONE NUCLEARE'

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NUCLEARE: PEACELINK A PREFETTO TARANTO, PIANO EMERGENZA NAVI
'PER IL TRANSITO E LA SOSTA DI NAVI A PROPULSIONE NUCLEARE'
   (ANSA) - TARANTO, 10 GIU - Il presidente della 'Rete
telematica per la pace Peacelink', Alessandro Marescotti, ha
chiesto al prefetto di Taranto, Giancarlo Ingrao, di ricevere
''una dettagliata comunicazione informativa di quanto
predisposto nell'interesse della popolazione civile'' nell'
ambito del ''piano di emergenza nucleare attualmente in vigore
per Taranto, predisposto per il transito e la sosta di unita'
navali a propulsione nucleare''.
   La richiesta viene fatta in base al decreto legislativo
230/95 che prevede la redazione del 'Piano di emergenza esterna'
per ''assicurare la protezione, ai fini della pubblica
incolumita', della popolazione e dei beni dagli effetti dannosi
derivanti da emergenza nucleare''. Il piano - si spiega nel
decreto legislativo cui fa riferimento Marescotti - prevede tra
l'altro ''l'insieme coordinato delle misure da prendersi, con la
gradualita' che le circostanze richiedono, dalle autorita'
responsabili in caso di incidente dell'impianto nucleare che
comporti pericolo per la pubblica incolumita'''.
   Per Peacelink, sono undici i porti italiani in cui possono
transitare e attraccare navi e sommergibili a propulsione
nucleare: Augusta, Brindisi, Cagliari, Castellammare di Stabia,
Gaeta, La Maddalena, La Spezia, Livorno, Napoli, Taranto e
Trieste.
   ''In base al decreto legislativo 230 del 1995 - aggiunge
Marescotti sul sito di Peacelink - i cittadini dovrebbero sapere
se vivono in un'area a rischio nucleare. E conoscere i piani di
emergenza. E invece quei piani sono rimasti nel cassetto, top
secret, per non generare allarme fra le popolazioni.
La lunga lotta di PeaceLink per conoscere i piani di emergenza
comincio' a febbraio dell'anno 2000. I nostri studi e le
iniziative svolte in merito sono pubblicamente consultabili su
http://italy.peacelink.org/disarmo A settembre del 2000 la
Prefettura di Taranto - dopo l'affondamento di un sottomarino
nucleare russo, dopo l'intimazione di PeaceLink ai sensi di
legge e alla vigilia di un incandescente consiglio comunale
monotematico sul rischio nucleare - ci dette importanti
informazioni ufficiali da cui emergeva che la citta' sarebbe
stata evacuata in caso di grave incidente nucleare e di forte
dispersione di radioattivita'. Fu una crepa aperta nel muro del
silenzio. Poco dopo il prefetto di Taranto fu trasferito''.
   Successivamente, per una interpellanza presentata dal
deputato Mauro Bulgarelli, il 25 novembre scorso ''il governo -
aggiunge Marescotti - ha dovuto riconoscere le proprie
inadempienze, che a dire la verita' hanno caratterizzato anche i
governi di centro-sinistra''. (ANSA).

     ZG
2005-06-10 18:21:00
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