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LA BOCCA DELLA VERITA' n.01



LA BOCCA DELLA VERITA'  -  n°01  anno primo
rubrica di commenti dei comitati cittadini
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Inauguriamo oggi questa nuova rubrica, in cui a puntate verrano stillate
"perle" di saggezza






Nel portico della chiesa di Santa Maria in Cosmedin, a Roma,
c'è l'enorme chiusino di pozzo scolpito a mascherone umano e detto
"Bocca della verità"
Secondo una conosciutissima leggenda romana la bocca minacciosa
mangerebbe la mano di tutti coloro che ponendola nel suo interno
MENTISSERO!



Falconara Marittima 11.11.2004


Pubblichiamo il testo della "solenne" Dichiarazione sottoscritta
dall'Amministratore Delegato e dal Direttore di API raffineria di Ancona
S.p.A. che porta la data del 1 Dicembre 2001. (in allegato trovate la
scansione della pagina originale)


DICHIARAZIONE DI POLITICA PER LA SICUREZZA, LA SALUTE, L'AMBIENTE
 E LA PREVENZIONE DEGLI INCIDENTI RILEVANTI
 api raffineria di ancona S.P.A. - RAFFINERIA DI FALCONARA MARITTIMA


E' POLITICA DI API RAFFINERIA DI ANCONA S.P.A. CONDURRE LE PROPRIE ATTIVITÀ
IN MODO DA SALVAGUARDARE LA SALUTE E LA SICUREZZA DEI PROPRI DIPENDENTI,
DEI TERZI COINVOLTI NELLE SUE OPERAZIONI, DEI CLIENTI E DEL PUBBLICO, E IN
MODO COMPATIBILE CON LE ESIGENZE AMBIENTALI, SOCIALI E ECONOMICHE DEL
CONTESTO IN CUI E' SITUATO IL SITO PRODUTTIVO, NEL PIENO RISPETTO DELLE
LEGGI, DEI REGOLAMENTI VIGENTI E DELLE NORME GESTIONALI VOLONTARIE OHSAS
18001 E ISO 14001.


API RAFFINERIA DI ANCONA S.P.A. S'IMPEGNA CONTINUAMENTE A IDENTIFICARE E
ELIMINARE O CONTROLLARE SITUAZIONI Di RISCHIO LEGATE ALLE PROPRIE ATTIVITÀ,
A PREVENIRE INCIDENTI RILEVANTI, ALTRI INCIDENTI, INFORTUNI, MALATTIE
PROFESSIONALI, L'INQUINAMENTO E A MIGLIORARE IN MODO CONTINUATIVO LE
PROPRIE PRESTAZIONI IN MATERIA DI SICUREZZA, SALUTE E AMBIENTE.


LA POLITICA Dl API RAFFINERIA DI ANCONA S.p.A. E' BASATA SULL'ADOZIONE DI
ALCUNI PRINCIPI FONDAMENTALI:

"PRINCIPIO ETICO E DI COOPERAZIONE" SECONDO IL QUALE NORME, LEGGI,
PROCEDURE E STRUTTURE ORGANIZZATIVE DEVONO ESSERE TENUTE AGGIORNATE,
DIVULGATE E RISPETTATE SCRUPOLOSAMENTE.


"PRINCIPIO DI RESPONSABILITÀ E MATURITÀ" SECONDO IL QUALE LA PREVENZIONE
DEGLI INCIDENTI, DEGLI INFORTUNI E DEGLI ASPETTI AMBIENTALI CONNESSI ALLE
ATTIVITÀ SVOLTE E' IL PRIMO DOVERE INDIVIDUALE E AZIENDALE.


"PRINCIPIO DELLA CONOSCENZA" SECONDO IL QUALE L'INFORMAZIONE, LA FORMAZIONE
E L'ADDESTRAMENTO DEVONO CONDURRE ALLA CORRETTA VALUTAZIONE DELLE
CONDIZIONI OPERATIVE, COME ELEMENTO Di
 PREVENZIONE E PROTEZIONE.


"PRINCIPIO PROATTIVO E DEL MIGLIORAMENTO CONTINUO" SECONDO IL QUALE OGNUNO
DEVE CONTRIBUIRE A RAGGIUNGERE CONDIZIONI DI ECCELLENZA DEL LAVORO, IN
TERMINI DI SICUREZZA, SALUTE E AMBIENTE.


"PRINCIPIO DEL CLIENTE INTERNO E ESTERNO" SECONDO IL QUALE LA SODDISFAZIONE
DEI CLIENTI O DELLE PARTI INTERESSATE, VA GESTITA E PRESIDIATA NEI PASSAGGI
TRA CLIENTI E FORNITORI INTERNI, CONDIVIDENDO GLI OBIETTIVI COMUNI
ATTRAVERSO UNA PROFONDA CONOSCENZA RECIPROCA.


LA VALUTAZIONE DELLE ATTIVITÀ AZIENDALI, L'IDENTIFICAZIONE DEI RISCHI,E
DEGLI ASPETTI AMBIENTALI SIGNIFICATIVI A QUESTE LEGATI E L'ATTUAZIONE DEI
PRINCIPI FONDAMENTALI, DEFINISCONO GLI OBIETTIVI GENERALI DI QUESTA
POLITICA, CHE SONO:

RISPETTARE TUTTE LE LEGGI E I REGOLAMENTI VIGENTI, ALTRE PRESCRIZIONI E GLI
ACCORDI VOLONTARI SOTTOSCRITTI, COOPERANDO CON LE ISTITUZIONI, GLI ENTI
TERRITORIALI E LE ORGANIZZAZIONI INDUSTRIALI.


COMUNICARE IN MODO TRASPARENTE CON L'INTERNO E CON L'ESTERNO PER INFORMARE
SULLE ATTIVITÀ SVOLTE E I RISULTATI RAGGIUNTI.


INFORMARE E SENSIBILIZZARE I PROPRI DIPENDENTI E I TERZI CHE OPERANO PER LA
SOCIETÀ, CIRCA IL RUOLO E LA RESPONSABILITÀ DI CIASCUNO.


DEFINIRE, DOCUMENTARE E MANTENERE AGGIORNATE IDONEE PRATICHE GESTIONALI E
OPERATIVE.


SVILUPPARE E ATTUARE ADEGUATI PROGRAMMI DI FORMAZIONE E ADDESTRAMENTO PER
IL PERSONALE.


REALIZZARE PROGRAMMI E ADEGUATE MISURE PREVENTIVE E PROTETTIVE ATTE ALLA
ELIMINAZIONE O MITIGAZIONE, AL CONTROLLO E AL MONITORAGGIO DEGLI ASPETTI
AMBIENTALI SIGNIFICATIVI E DEI RISCHI PER LA SALUTE E LA SICUREZZA.


ASSICURARE LA TUTELA DELLA SALUTE DEL SINGOLO ATTRAVERSO UN PROGRAMMA DI
SORVEGLIANZA SANITARIA.


ADOTTARE LE MIGLIORI TECNICHE DISPONIBILI E ECONOMICAMENTE PRATICABILI PER
PROGETTARE E SVILUPPARE IMPIANTI, ATTREZZATURE, SISTEMI DI CONTROLLO E
PROCESSI.


GESTIRE LE PROPRIE ATTIVITÀ IN MODO DA PREVENIRE TUTTI GLI INCIDENTI E
CONTROLLARE LE EMISSIONI NELL'AMBIENTE E L'USO DI RISORSE NATURALI,
INDIRIZZANDO A TALE SCOPO LE ATTIVITÀ Di ISPEZIONE E MANUTENZIONE.


RISPONDERE CON RAPIDITÀ, EFFICACIA E DILIGENZA ALLE EMERGENZE CHE POSSANO
VERIFICARSI NEL CORSO DELLE OPERAZIONI, COLLABORANDO CON GLI ENTI
ISTITUZIONALI COMPETENTI.


VERIFICARE PERIODICAMENTE I RISULTATI OTTENUTI EFFETTUANDO GLI OPPORTUNI
RIESAMI PER ASSICURARE L'ATTUAZIONE DI QUESTA POLITICA.


QUESTI OBIETTIVI SONO PERSEGUITI DA API RAFFINERIA DI ANCONA S.P.A.
ADOTTANDO UN SISTEMA DI GESTIONE INTEGRATO DELLA SICUREZZA, DELLA SALUTE,
DELL'AMBIENTE E DELLA QUALITÀ, DESCRITTO NEL MANUALE DI GESTIONE INTEGRATO
E ATTUATO ATTRAVERSO L'APPLICAZIONE SISTEMATICA DELLE PROCEDURE AZIENDALI E
DEGLI ALTRI DOCUMENTI IN ESSO RICHIAMATI.


E' RESPONSABILITÀ DI OGNI ADDETTO DI API RAFFINERIA DI ANCONA S.P.A., A
PARTIRE DALLA DIREZIONE, APPLICARE TALE POLITICA DURANTE LO SVOLGIMENTO
DELLE PROPRIE ATTIVITÀ.
 L'AMMINISTRATORE DELEGATO DICHIARA CHE GLI OBIETTIVI INDICATI SONO
CONGRUENTI CON QUELLI STRATEGICI DELLA SOCIETÀ E SI IMPEGNA AD ASSICURARE
LE RISORSE UMANE E STRUMENTALI NECESSARIE PER IL LORO RAGGIUNGIMENTO E
MANTENIMENTO.


FALCONARA MARITTIMA, 1 DICEMBRE 2001


(AMMINISTRATORE DELEGATO)                                        (DIRETTORE)
 Clemente Napolitano
Franco Bellucci



Diciassette giorni prima della "solenne" Dichiarazione, il 13 Novembre
2001, un lavoratore dell'API era rimasto gravemente ustionato a causa di un
incidente presso gli impianti della nuova centrale elettrica IGCC, impianti
che furono successivamente sequestrati dalla Magistratura.

L'anno dopo, Dicembre 2002, la Commissione super partes nominata dal
Ministero dell'Ambiente, a proposito di quell'incidente, scrisse nel suo
rapporto « Il sistema di alimentazione locale dell'ossigeno ai
gassificatori è stato causa di un significativo malfunzionamento
dell'impianto IGCC, con conseguenze anche per un operatore, a seguito
dell'incendio e conseguente cedimento di una valvola ad azionamento manuale
». L'analisi, estremamente approfondita, anche dell'aspetto strutturale
evidenziò « inadeguatezza del materiale impiegato nel sistema di
alimentazione dell'ossigeno per le alte velocità di efflusso in atto ».
Infine la Commissione super partes del Ministero dell'Ambiente scrisse: «Si
è proceduto alla sostituzione del materiale in acciaio inossidabile con
materiale in Monel 400 nel sistema di alimentazione dell'ossigeno ai
gassificatori a partire dai filtri di linea fino ai bruciatori ».

Ci chiediamo: usare un materiale "inadeguato" su un sistema che, in quanto
progettato ed autorizzato, si presuppone sia perfettamente conosciuto
soprattutto nelle sue parti critiche, significa agire in base al criterio
della prevenzione?

Ed ancora ci chiediamo: considerati gli altissimi livelli di conoscenze
ingegneristiche applicate in impianti siffatti, scegliere di usare il Monel
400, cioè un materiale che, come scrisse il Comitato Tecnico Regionale
Prevenzione Incendi, è « (…) in grado di garantire l'esclusione dei
possibili rischi » soltanto in conseguenza di un grave incidente, significa
agire in base al criterio della prevenzione?

Lasciamo a Voi, gentili visitatori/lettori del nostro sito, la comparazione
della "solenne" Dichiarazione dell'API con tutto ciò che è accaduto
nell'ultimo anno e mezzo (sversamenti di prodotti petroliferi in mare, il
mortale incidente dell'8 Settembre e quello del 14 Ottobre 2004).

Ci limitiamo a sottolineare la dichiarazioni dell'ultimo lavoratore
ustionato in raffineria, il 2 Novembre 2004: «Non penso - racconta dal suo
letto di ospedale - che sia colpa di un difetto all'impianto. A mente
fredda credo che l'acqua bollente sia fuoriuscita perché l'accumultatore
che la conteneva era stracolmo. Il problema è che non potevo rendermi conto
del livello di riempimento per mancanza di un misuratore. Strumento di cui
la raffineria dovrebbe essere dotata». (Dichiarazione riportata su "Il
Messaggero" del 4/11/2004. Sottolineatura nostra).


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"... L'esercizio del potere di controllo dal
basso è faticoso e poco gratificante ma
         NON E' BARATTABILE!"
("Vajont 9 Ottobre '63" - M.Paolini G. Vacis)