il traffico, che allontana l'italia dalla civiltà



 

n. 17 (21.05.2010) Il traffico che allontana l'Italia dalla civiltà
Data di pubblicazione: 21.05.2010

 
di Edoardo Salzano

Aumenta il disagio del traffico. In Italia molto più che altrove. Spreco di energia, spreco di tempo, spreco di soldi, spreco di territorio, spreco di salute. Nei giorni scorsi la questione è stata analizzata in alcuni dei luoghi dove si ragiona seriamente sulle cose che avvengono, cercando di risalire dalla descrizione (e ove occorra dalla denuncia) alle cause.

Così è avvenuto nel bel servizio dedicato da Report di Rai tre alla motorizzazione in Italia, curato da Michele Buono e Piero Riccardi, e nello studio dell’Isfor, commentato da Anna Donati in un suo articolo.

I dati e le ricerche confermano alcune verità che stentano a farsi luce, nonostante la loro evidenza a chi si occupi di territorio. (1) La crisi e le politiche governative riducono il complesso degli spostamenti, ma aumentano quelli automobilistici anche in valore assoluto. Non poteva accadere il contrario, visto che gli investimenti privilegiano le lunghe percorrenze e i treni costosi e riducono frequenza e agibilità delle tratte a piccole e medie distanze, che sono invece quelle dove la domanda di spostamenti aumenta. (2) Il disagio del traffico è direttamente correlato all’aumento dello sprawl, alla disseminazione di quartieri e villette, case e capannoni d’ogni genere e sorta, dall’anarchia che governa sempre più il modo italiano di usare il territorio. L’aumento del disagio del traffico è causato dall’abbandono della pianificazione urbanistica. (3) Anche per questo aspetto l’Italia si sta allontanando sempre di più dai paesi civili , dove la prevalenza del trasporto collettivo è assicurato da appropriate politiche pubbliche del settore e da una saggia e rigorosa pianificazione delle città e del territorio.

Sempre più se ne allontanerà se non verrà interrotta la corso verso la privatizzazione e cementificazione del territorio, l’incentivo dell’abusivismo e alla valorizzazione speculativa del territorio.