Re: Re: Re: [pace] Dura offensiva in Siria, uccise 66 persone - Mondo - ANSA.it



Per Alessandro:

non voglio essere scostumato ed irritante:
- e dopo 20 anni non siete in grado di approntare un migliore strumento di comunicazione!? A me così sembra un casino! Parlo solo sotto il profilo tecnico...

Cordialmente
Antonio Caracciolo

Il giorno 30 gennaio 2012 12:23, Alessandro Marescotti <a.marescotti at peacelink.it> ha scritto:
Per Antonio

Mi ripeto.
Questa mailing list fa capo a PeaceLink (www.peacelink.it) ed esiste da 20 anni.
E' la prima mailing list in Italia costituita per coordinare i pacifisti e tutti coloro che si oppongono alle guerre ed e' nata nel 1991.

Alessandro Marescotti
(Moderatore della mailing list)

From: Antonio Caracciolo <cardisem at gmail.com>
Date: Mon, 30 Jan 2012 11:49:33 +0100
Subject: Re: Re: [pace] Dura offensiva in Siria, uccise 66 persone - Mondo - ANSA.it

Le mie fonti sono costituite da una persone poliglotta che segue in genere su Presstv, ma anche direttamente, i maggiori esperti analisti degli eventi e me ne riporta in privato le informazioni e analisi. L’idea che me ne sono fatta e che può prescindere dai dettagli è che per la Siria sia stato programmato un abbattimento del governo legittimo di Assad, colpevole di non voler accettare il giogo Usa Israel... e credo che ciò lo sappiate... Lo smacco per questi programmatori di cambi di regime è avvenuto a seguito del rapporto del generale sudanese che ha fornito una versione diversa da quella dei media (ideologia dei “diritti umani” finito nel “culo” di Geddafi e da lì ritornata sui nostri schermi), e cioè che è in atto un attacco dall’esterno al governo siriano e che il popolo siriano non è affatto in rivolta contro il suo governo... Quelli che sono stati smascherati non sono finiti davanti a nessun tribunale, ma continuano la loro opera...
per cui io scarto subito le notizie dove si menziona un fantomatico Osservatorio dei diritti umani (miserabile ideologia che prima scompare meglio è) e simili: aspetto di sapere dalle mie fonti dirette, che però non sono sempre comunicabili, essendo redatte per mio uso personale...

Se però vi interessano, posso prepararne redazioni per questo circuito, che francamente non capisco bene cosa sia ed a chi faccia capo....

Antonio

Il giorno 30 gennaio 2012 06:53, Alessandro Marescotti <a.marescotti at peacelink.it> ha scritto:
Qui a manipolare l'informazione e' soprattutto l'Ansa.

Non cita nessuna fonte e non dice se l'informazione e' stata verificata quando scrive: "C'é poi la città ribelle di Hama, nel centro del paese, dove vengono segnalati cecchini sui tetti e cadaveri gettati in strada con le mani legate dietro alla schiena per terrorizzare la popolazione".
Chi lo sostiene? Quanti sono i cadaveri? Sono conteggiati fra i 66 del titolo di agenzia? Quali prove ci sono? Quando e' successo?

Ma la cosa da notare e' soprattutto questa:

"In diversi punti della Siria, segnala l'osservatorio, c'é stata l'uccisione di nove disertori, che però hanno ucciso 31 fra soldati e uomini delle forze di sicurezza".

Quindi fra 66 vittime ben 31 sono soldati.

Rodolfo Calo' dell'Ansa dovrebbe partire da questo. Quando negli scontri quasi la meta' delle vittime sono soldati vuol dire che la 'dura offensiva' e' degli insorti, non del regime. Se in Afghanistan ci fossero questi numeri direbbero: cruenta offensiva dei talebani che hanno ucciso 31 soldati.

Ma qui l'Ansa, e nello specifico Calo', nonostante i numeri siano del tutto evidenti una volta tanto, rimescola le carte e fa apparire la dinamica insurrezionale in corso come una dinamica repressiva di tipo cileno.

Che in Siria ci sia una rivolta armata e' del tutto evidente. Che sia appoggiata da Stati Uniti, Inghilterra, Francia Turchia, Arabia Saudita e Qatar e' altrettanto evidente.

Dovrebbe essere evidente che Ansa manipola l'informazione.

In questa lista dobbiamo diffondere l'appello Siria Nowar che e' su www.peacelink.it

Chi ha possibilita' di contattare intellettuali lo faccia. Raccogliamo firme contro l'escalation di guerra che ha un chiaro obiettivo: far andare via gli osservatori internazionali prima che concludano la loro relazione.

In Siria adesso non e' in corso una rivolta nonviolenta repressa dal regime, ma e' in corso un tentativo insurrezionale armato di abbattere un regime sgradito all'Occidente e da nazioni arabe che non possono certo dirsi rispettose dei diritti umani (l'Arabia Saudita decreta la pena di morte per le donne accusate di stregoneria e punisce la predicazione del cristianesimo).

Deve essere chiaro che questa rivolta in Siria non e' una movimento pacifico per i diritti umani ma e' una guerra per abbattere un regime, come ve ne sono state in passato con l'attiva complicita' degli Usa e dei loro alleati.

Alessandro



From: semprecontrolaguerra <semprecontrolaguerra at gmail.com>
Date: Mon, 30 Jan 2012 00:29:08 +0100
Subject: Re: [pace] Dura offensiva in Siria, uccise 66 persone - Mondo - ANSA.it

ho girato questo articolo ansa perché tocca diversi fatti accaduti negli ultimi giorni
nemmeno io mi fido degli osservatori eterodiretti, ma dall'articolo emerge che ormai è guerra aperta per le strade delle città; c'è da immaginarci cosa sarà dei civili.
Se ha altre fonti per le notizie, le può socializzare?
TC

Il 30/01/2012 00:00, Antonio Caracciolo ha scritto:
Quanto è attendile questa informazione?
Diffido degli Osservatori siriani sui diritti umani...
Mi informo per altre vie e le valutazioni di fondo sono diverse...
ac

Il giorno 29 gennaio 2012 23:37, semprecontrolaguerra <semprecontrolaguerra at gmail.com> ha scritto:
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2012/01/29/visualizza_new.html_71045298.html

Dura offensiva in Siria, uccise 66 persone

Attivisti, decine di vittime nei sobborghi di Damasco

29 gennaio, 22:01

di Rodolfo Calò

ANKARA - Il regime siriano ha condotto un'offensiva d'intensità senza precedenti contro i rivoltosi ingaggiando combattimenti che non erano mai stati così vicini alla capitale, Damasco, con un bilancio di sangue e orrori di quasi 70 morti. Sul fronte diplomatico, la Lega Araba ha annunciato una riunione dei suoi ministri degli Esteri che domenica prossima decideranno se ritirare definitivamente, o rilanciare, la missione di osservatori sospesa sabato lamentando che Assad ha "scelto l'escalation" di violenza. Il regime, dichiaratamente "determinato a ristabilire l'ordine", ha condotto un'operazione militare che un portavoce dei disertori ha definito "senza precedenti" anche perché viene usata "l'artiglieria pesante". Gli scontri, segnalati oggi anche ad Ain Tarma, a 4 chilometri dalla capitale, sono "i più vicini a Damasco dall'inizio della rivolta", ha notato l'Osservatorio siriano sui diritti umani fornendo il bilancio di vittime della giornata: 66 morti, di cui 26 civili registrati nelle province di Homs, Idlib, Daraa e della regione di Damasco con una vittima anche in un quartiere della capitale. L'offensiva dell'esercito regolare, secondo l'Osservatorio, é stata portata in almeno tre zone. In quella di Ghouta, all'estrema periferia est di Damasco dove si trova Ain Tarma, circa 2.000 soldati appoggiati da 50 carri armati modernissimi e da blindati hanno dato manforte a truppe che stanno circondando tre sobborghi. Presa di mira anche Rankus, città di 25 mila abitanti sulle montagne a 30 chilometri a nord della capitale, già attaccata a novembre e assediata da mercoledì con colpi d'artiglieria che hanno fatto crollare almeno 25 palazzi. C'é poi la città ribelle di Hama, nel centro del paese, dove vengono segnalati cecchini sui tetti e cadaveri gettati in strada con le mani legate dietro alla schiena per terrorizzare la popolazione. In diversi punti della Siria, segnala l'osservatorio, c'é stata l'uccisione di nove disertori, che però hanno ucciso 31 fra soldati e uomini delle forze di sicurezza: almeno 10 con una bomba a Kansafra, nel nordovest, e sei in un'imboscata vicino a Damasco di cui parla l'agenzia di Stato "Sana". Sul fronte politico-diplomatico, Damasco ha dichiarato di considerare un ritiro della missione degli osservatori della Lega araba come un modo per far pressione sul Consiglio di Sicurezza e ottenere un intervento militare internazionale che é impedito dall'opposizione di Russia e Cina, sostenitori del regime. In partenza per New York dove martedì perorerà la causa di un piano di pace in Consiglio di sicurezza assieme al massimo esponente dell'opposizione siriana, il segretario generale della Lega araba Nabil el-Arabi ha detto di sperare di poter convincere Mosca e Pechino ad adottare "un cambio di posizione" e quindi a mollare il presidente siriano Bashar Al Assad: le sue dimissioni segnerebbero l'avvio di negoziati con i rivoltosi per la formazione di un governo di unità nazionale come previsto dal piano della Lega araba. "Ci sono contatti con Cina e Russia", ha rivelato el-Arabi riferendosi al piano arabo. Secondo fonti diplomatiche però ci sono anche stati della Lega, come l'Algeria che sono preoccupati per il coinvolgimento del Consiglio di sicurezza che potrebbe scippare l'iniziativa ai paesi arabi. Una recrudescenza della repressione era stata notata da martedì e negli ultimi due giorni vi sono stati 156 morti. L'ultima stima dell'Onu, che ormai ha smesso di tenere il conto, risale all'inizio di gennaio e parlava di oltre 5.400 vittime.





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Antonio Caracciolo




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