ComStampa: Bolivia, 200.000 Sin Tierra in allarme rosso



Title: ComStampa: Bolivia, 200.000 Sin Tierra in allarme rosso

Associazione Culturale SELVAS.ORG - Osservatorio Indipendente sulla Regione Andina



BOLIVIA - Altissima la tensione tra i latifondisti e i "senza terra", questione centrale il problema del latifondo
 

200.000 Sin Tierra in allarme rosso

di Giovanna Vitrano*


Da un lato ci sono 200 persone, campesinos sin tierra, che imbracciano armi (qualche fucile e tutto quello che può far male) e lanciano minacce. Dall¹altro, i mercenari dei latifondisti e la Legge, i primi armati fino ai denti (comprese le armi pesanti come le mitragliette e i fucili di precisione), la secondaŠ bè, la seconda è fiera e ferma, ma solo in teoria.  Nel mezzo, circa 5.000 ettari di terra e il cardinale Julio Terrazas, che chiede alle parti ­ nel suo ultimo intervento di martedì scorso ­ di mettere da parte la violenza e di aprire un dialogo.

Questo è lo scenario che da mesi trova spazio nelle pagine dei giornali boliviani e nell¹agenda dell¹Asemblea Permanente de los Derechos Humanos de Bolivia e della Defensoria del Pueblo, perché i morti e i feriti ­ anche se questi risalgono al mese di marzo ­ continuano a chiedere giustizia. La notizia è sempre la stessa: a Santa Rosa de Sara, ad un centinaio di chilometri da Santa Cruz, 200 sin tierra hanno occupato le terre ­ non coltivate ­ di quattro señores boliviani. Il motivo, anche questo, è sempre lo stesso: questi quattro uomini d¹affari hanno occupato le terre in modo ­ afferma il Movimento Sin Tierra ­ illegale, non compiendo, dicono, tutti i passaggi richiesti dalla legge sulla Riforma Agraria, la "1715 INRA". Dall¹altro lato, i quattro latifondisti sventolano le loro carte e chiedono la soluzione al governo boliviano. I Sin Tierra minacciano che, vedendo all¹orizzonte nuovamente le armi dei latifondisti ­ o, peggio, quelle dell¹esercito ­ possono dare la luce verde ai 200mila sin tierra già allertati. Lo Stato, nella persona del presidente Rodriguez, succeduto a  Carlos Mesa nel giugno 2005, risponde che "la legge è legge e che, se vogliono aver diritto alla terra, devono passare dal regolamento della INRA".

I fatti raccontano poco più di questo ³riassunto². Raccontano che Rubén Costas (candidato alla prefettura orientale di Santa Cruz e proprietario delle terre occupate di Nuevo Horizonte), Mortimer Domínguez (industriale del riso e proprietario di Puesto Miriam), Hubert Jiménez (proprietario della Isla Los Andes) e Ángel Paz (proprietario del Grupo Portachuelo) hanno ottenuto la proprietà di queste terre in poco meno di un mese, in effetti un tempo assolutamente impossibile visto il meccanismo farraginoso della legge (ci riferiamo alla Agraria del 1953) e per giunta durante i 13 mesi di presidenza di Garcia Mesa (luglio 1980 ­ agosto 1981), mesi passati alla storia come tra i più corrotti e delle presidenze post Plan Condor in Bolivia.

Questa che vi abbiamo raccontato, prendendo spunto dalla cronaca più ³fresca² è solo una delle battaglie che si combattono giornalmente in Bolivia per la terra, un argomento che abbiamo sviluppato nel
DOSSIER TERRA - BOLIVIA ::

Il cancro del latifondo
http://www.selvas.org/dossTerra15.html

Il problema della terra, le Riforme Agrarie, la Legge 1715, le sue applicazioni, ombre e luci. In una sola parola, uno dei problemi basilari della povertà in Bolivia, con tutte le sue conseguenze. La terra, come perno dei conflitti da oltre cinquant¹anni, é la vera prima fondamentale richiesta dei boliviani dalle valli all'altopiano; è il diritto di proprietà sulle terre, il diritto di poterle coltivare nei modi tradizionali, il diritto avere accesso all¹acqua per irrigarle, il diritto di sfruttarne le risorse.
 
La riforma agraria abbandonata: valli e altopiano -Di Miguel Urioste F. de C.
Luci e ombre della legge 1715 INRA


E basta fare una semplice ricerca su internet per capire che dalle minacce ai massacri (storicamente accertati) il passo non è poi così grande come si può pensare.
 
 
 
*Giovanna Vitrano, giornalista e ricercatrice indipendente ha curato diverse inchieste e dossier su politica, società e ambiente del continente latinoamericano; analista specializzata per l'applicazione dei diritti umani in Bolivia. autrice del libro "Il gioco dell'assenza - Vivere dentro la cultura mafiosa" edito da Editrice Zona, è tra i fondatori dell'Osservatorio Selvas.org.
E-mail: gioviselvas at interfree.it




 
 
(Il presente articolo è utilizzabile con la citazione dell'Autore e di Selvas.org.)
 
 
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